Stiffe's cave tour

Season 2018

Stiffe's cave tour

Season 2018

Stiffe's cave tour

Season 2018

Stiffe’s cave tour 2018

From the millennial encounter between the rock and the water a cave of rare beauty has formed.

The Stiffe Caves are the terminal part of the route of an underground river fed by the karst sinkholes on the Rocche plateau. Over thousands of years the violence of the waters has shaped a wild path where rapid and waterfalls touch stalactites and stalagmites generating a natural spectacle of extraordinary beauty.
The waters after having crossed the mountain rise again near the medieval village of Stiffe and through a deep ravine they reach the Aterno valley.

The internal tourist route is unique and allows even the less experienced to visit the active part of the Karst complex.

The cave has been explored by expert speleologists up to 2900 meters from the entrance. The guided tour takes place only on the first 700 meters through a path equipped with metal walkways.

 

Telefono biglietteria
Grotte di Stiffe

+39 333 7851582

Price List

tariffe stiffe pdf

Tour timetable

Summer timetables
– April 1st to October 15 –
Open from 10:00 am to 6:00 pm
non stop hours.

Winter timetables
 – 16th of October to 31st of March –
everyday non stop
from 10:00 to 5:00.

Open days

Tha cave is open all year.

During the winter the cave may remain closed cause of flooding of the river of the underground .

The tour lasts around one hour and can only be seen with the guide tour. The temperature inside is about 9 degrees therefore it is necessary to wear the right clothing and foot equipment . There are around 150 steps in the tour.

How to arrive

From L’Aquila 21 kilometers driving down the ss17 Pescara direction . Take the ss 261 s Demetrio direction and follow the signs for stiffe .

From Teramo 70 kilometers take the A24 ROMA L’Aquila direction. Exit at the tollbooth of L’Aquila east   and follow Pescara direction signs from L’Aquila .

From Pescara 129 kilometers take A 25 Rome direction. Exit at bussi tollbooth and follow the signs to L’Aquila. On the plateau of navelli. Take the cross road direction parta D’ansidonia and continue to s Demetrio.  Follow the signs to Stiffe.

From Rome 130 kilometers take the A 24-25 L’Aquila direction . Exit at L’Aquila east tollbooth and continue in the direction to Pescara following the same directions from L’Aquila .

News

Visita Grotte di Stiffe

Visita Grotte di Stiffe

L'assemblea dei soci del Gruppo Speleologico Aquilano ha deliberato di supportare la gestione provvisoria del comune di San Demetrio per operare la riqualificazione della visita turistica delle grotte di Stiffe puntando sulla qualità didattico-scientifica e sul...

Gemellaggio con il Grupo de Espeleología de Geológicas

Gemellaggio con il Grupo de Espeleología de Geológicas

La ricerca scientifica a Stiffe si estende oltre i confini. Il Gruppo Speleologico Aquilano ha stretto un gemellaggio con il GEG ( Grupo de Espeleología de Geológicas ) di Madrid, gruppo collegato alla Federazione spagnola di Speleologia, alla Federazione di...

Benvenuti

Benvenuti nel nuovo sito del Gruppo Speleologico Aquilano. In questa sezione troverete articoli e aggiornamenti sulle attività del gruppo.  

Welcome

Welcome to the new site of the Aquilano Speleological Group. In this section you will find articles and updates on the activities of the group.

Visite alle Grotte di Stiffe

Stagione 2018

Visite alle Grotte di Stiffe

Stagione 2018

Visite alle Grotte di Stiffe

Stagione 2018

Visite Grotte di Stiffe 2018

Dall’incontro millenario tra la roccia e l’acqua si è formata una grotta di rara bellezza: le grotte di Stiffe.

Le Grotte di Stiffe costituiscono la parte terminale del percorso di un fiume sotterraneo alimentato dagli inghiottitoi carsici presenti sull’Altopiano delle Rocche. Nel corso dei millenni la violenza delle acque ha modellato un percorso selvaggio dove rapide e cascate sfiorano stalattiti e stalagmiti generando uno spettacolo naturale di straordinaria bellezza.

Le acque dopo aver attraversato la montagna risorgono nei pressi del borgo medievale di Stiffe e attraverso una profonda forra raggiungono la valle dell’Aterno.

Il percorso turistico interno è unico nel suo genere e permette anche ai meno esperti di visitare la parte attiva del complesso carsico.

La grotta è stata esplorata da esperti speleologi fino 2900 metri dall’ingresso. La visita guidata si effettua solo sui primi 700 metri attraverso un sentiero attrezzato con passerelle metalliche.

 

Telefono biglietteria
Grotte di Stiffe

+39 333 7851582

 

Tariffe

tariffe stiffe pdf

Orari delle visite

Orario estivo
-01 aprile al 15 ottobre- 
tutti i giorni continuativo
dalle 10.00 alle 18.00

Orario invernale
-16 ottobre al 31 marzo-
tutti i giorni continuativo
dalle 10.00 alle 17.00

Giorni di apertura

La grotta è aperta tutto l’anno.

Nel periodo invernale primaverile la grotta può rimanere chiusa nei giorni di piena del fiume sotterraneo.

La visita dura circa un’ora e può essere effettuata esclusivamente con una guida. La temperatura interna è di circa 9 °C  per cui è necessario indossare indumenti e calzature adeguati. Il percorso presenta scalinate (circa 150 gradini).

Come Arrivare

Da L’Aquila: (21 Km) percorrere la ss 17 in direzione Pescara. Prendere la ss 261 direzione S. Demetrio né Vestini e seguire segnaletica per Stiffe.

Da Teramo: (70 Km) Imboccare A24 direzione Roma-L’Aquila. Uscire al casello L’Aquila Est per proseguire in direzione Pescara secondo le stesse indicazioni da L’Aquila.

Da Pescara: (120 Km) Imboccare A25 direzione Roma. Uscire al casello di Bussi per proseguire in direzione L’Aquila. Sull’altopiano di Navelli prendere bivio per direzione Prata D’Ansidonia e proseguire fino a S. Demetrio né Vestini. Seguire indicazioni per Stiffe.

Da Roma: (130 Km) Imboccare A24-25 direzione L’Aquila. Uscire al casello L’Aquila Est per proseguire in direzione Pescara secondo le stesse indicazioni da L’Aquila.

News

Visita Grotte di Stiffe

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Gemellaggio con il Grupo de Espeleología de Geológicas

La ricerca scientifica a Stiffe si estende oltre i confini. Il Gruppo Speleologico Aquilano ha stretto un gemellaggio con il GEG ( Grupo de Espeleología de Geológicas ) di Madrid, gruppo collegato alla Federazione spagnola di Speleologia, alla Federazione di...

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Grotte turistiche e monitoraggio

Grotta di Stiffe

Storia delle esplorazioni

Le prime notizie, certe e documentate, sulle esplorazioni della Grotta di Stiffe, risalgono agli inizi del ventesimo secolo, quando, le amministrazioni locali, ebbero l’idea di utilizzare le acque delle cascate esterne, che scorrono nella forra, per produrre energia elettrica.  Per realizzare il progetto, furono necessarie numerose visite all’interno della cavità, in quanto si doveva creare un bacino di raccolta delle acque nell’interno della grotta, tramite una piccola diga, posta nei pressi dell’ingresso, come è descritto dopo ; l’intero progetto fu realizzato in circa cinque anni.

I primi sopralluoghi, nell’interno, iniziarono nel 1903, i tecnici ed i progettisti della futura centrale  riuscirono ad arrivare fino alla Sala della Cascata;  a causa delle dimensioni dell’ambiente, essi non sospettarono che la grotta continuasse sopra la parete di 20 metri, credettero, invece, che terminasse lì, visto che l’acqua sembrava fuoriuscire da alcune strette fenditure poste in vari punti sulla parete.

Di queste visite tecniche, rimane una testimonianza fotografica, che fa parte della documentazione a  corredo della costruzione della centrale.

Non è escluso che, qualche anno prima, verso la fine dell’ottocento, l’ing. cav. Eugenio Perrone  abbia effettuato qualche visita nell’interno, visto che è stato l’autore di alcuni scritti di carattere geologico, riguardanti il fenomeno carsico dell’altopiano delle Rocche, individuando con certezza, che le Grotte di Stiffe, erano le risorgenze delle acque che si perdevano negli inghiottitoi di Terranera.

Nel 1956, il Circolo Speleologico Romano effettua una ricognizione speleologica in Abruzzo, ed in particolare si sofferma nei pressi di Stiffe esplorando la grotta fino alla base della prima parete, individuando l’ingresso della galleria del ramo superiore al di sopra della sommità della cascata, ad oltre 20 metri di altezza.

Tre anni dopo, nel 1959, il Circolo Speleologico Marchigiano effettua una esplorazione più accurata, supera con tecniche alpinistiche la prima parete, entrando nel ramo superiore, e percorrendo la grotta fino ad arrivare alla seconda parete. Nei giorni successivi, alcuni speleologi dello stesso gruppo riescono, non senza fatica, a superare la seconda parete più alta della prima di qualche metro, arrivando all’imbocco di una galleria completamente allagata, da dove proviene l’acqua del torrente sotterraneo.

L’esplorazione dei marchigiani termina in questo punto; alcune scritte sulle pareti, fatte con il nerofumo delle lampade di illuminazione ad acetilene, testimoniano il limite delle esplorazioni.

Nel 1960, con una serie di esplorazioni effettuate dal Gruppo Speleologico URRI di Roma, si ripercorre interamente la grotta, raggiungendo e superando il punto limite dei marchigiani, e arrivando, dopo circa 50 metri di galleria completamente allagata, in un punto dove la volta della galleria si immerge in acqua: si era raggiunto il primo sifone.

Il sifone non fu riconosciuto come tale, perchè, si pensò che a causa della apparente assenza totale di corrente d’acqua, quest’ultima provenisse da numerose piccole fenditure e cunicoli, posti sul fondo e sulle pareti sommerse dell’ultimo tratto di galleria allagata.

In verità, una prova per superare l’eventuale sifone, o confermare quanto ipotizzato prima, fu tentata; ma un incidente, per fortuna senza conseguenze alle persone, occorso sulla prima parete, ha posto termine a tale tentativo, infatti, il sacco contenente le bombole d’aria compressa, necessarie per l’esplorazione subacquea, precipitò dall’alto della prima parete, rendendo inutilizzabile il materiale.

Durante le esplorazioni del gruppo URRI, fu redatto un primo dettagliato rilievo topografico della grotta, inoltre fu fatto un primo studio di possibile valorizzazione turistica della cavità, che non ebbe alcun seguito; rappresentò, comunque, l’idea iniziale, sviluppata in un secondo tempo, alla fine degli anni settanta, per la realizzazione di un percorso turistico.

Per quasi 20 anni non fu fatto alcun tentativo per superare il sifone da parte di nessun gruppo speleologico; fino a quando, terminati i lavori di valorizzazione turistica, il Gruppo Speleologico Aquilano (G.S.A.) ebbe l’incarico dal Comune di San Demetrio ne’ Vestini, di effettuare una gestione provvisoria della grotta.

Nell’estate del 1991, fu di nuovo risalita,  con tecniche speleologiche, la seconda parete, lasciandola attrezzata con corde fisse. L’anno seguente, un socio del G.S.A., Sergio Gilioli, fece il primo vero tentativo di superare il sifone; dopo alcune immersioni di ambientamento sui fondali della galleria allagata, riuscì a trovare un basso passaggio, a 7 metri di profondità, ingombro di blocchi di roccia; superato il quale giunse in un vasto ambiente domiforme, alto circa 15 metri e largo una decina, completamente invaso dalle acque.

Nonostante le ripetute esplorazioni, avvenute in tempi successivi, non fu trovata in questa sala alcuna prosecuzione; l’acqua risultava profonda ed immobile, senza alcuna corrente; l’unica possibilità era rappresentata da una bassa fenditura, a pelo d’acqua, prima dell’imbocco della sala, volutamente trascurata per ragioni di sicurezza,  a causa delle condizioni disagevoli, del freddo, dell’assoluta solitudine e dell’isolamento dal mondo esterno dello speleosub oltre il sifone.

Nell’agosto del 1994, due speleosub francesi, Bruno Maurice e Vincent Durand, profondi conoscitori di tecniche di speleologia subacquea, in visita in Italia ed impegnati nella grotta dell’Inferniglio, nei pressi di Subiaco, dove superarono ben 5 sifoni consecutivi con il più lungo di circa 360 metri, furono contattati dal G.S.A. per effettuare un tentativo alla grotta di Stiffe.

Essi, dopo una breve ricognizione, al primo tentativo, superarono il primo sifone, e, esplorata la  fenditura a pelo d’acqua, avanzarono per circa 40 metri in una bassa galleria allagata fino a giungere in un’ampia sala, alta una ventina di metri. L’acqua proveniva dalla sommità di una parete di 12 metri, da dove la grotta proseguiva in una galleria bassa e larga.

I giorni seguenti furono intensi e ricchi di avvenimenti: il sifone fu superato varie volte, la parete della terza grande cascata fu risalita da Maurice e Durand e fu esplorata la grotta per circa 800 metri, fino ad arrivare in un’ampia sala, da dove l’acqua formava una quarta cascata di circa 10 metri di altezza.

A queste ultime esplorazioni, partecipò anche un socio del G.S.A., Mauro Panzanaro, che eseguì una completa documentazione fotografica.

Nello stesso periodo, il sifone fu superato anche da altri speleosub francesi: Cristian Locatelli, Marc Beltrami e Philippe Buire, quest’ultimo ebbe un incidente sul fondo del sifone, a causa del cedimento di un masso di roccia staccatosi dalla volta della galleria sommersa, che bloccò per alcuni minuti lo speleosub; l’incidente si risolse senza alcuna conseguenza.

Nell’ottobre dello stesso anno, una spedizione, composta da Bruno Maurice, Vincent Durand,  del Gruppo speleologico di S. Claude e Sergio Gilioli, del G.S.A., superò la quarta cascata percorrendo una galleria in salita, dove si alternavano rapide e piccole cascate, fino ad arrivare ad una quinta cascata che, in quell’occasione, non fu superata a causa delle avverse condizioni meteorologiche interne.

L’anno seguente, nel 1995, Maurice, Durand e Gilioli, raggiunsero il secondo sifone, posto a circa due chilometri dal primo, dopo aver superato la quinta, la sesta e una settima cascata, percorrendo una galleria di ampie dimensioni, riccamente concrezionata, interrotta a metà da una gigantesca sala ingombra di grossi blocchi di roccia, dove il torrente scorre incassato sul lato sinistro.

Nel 1996, fu fatto un tentativo di raggiungere il secondo sifone con una attrezzatura leggera, ma esso fallì, a causa dell’elevata percentuale di anidride carbonica presente nell’atmosfera della cavità.

Nell’agosto del 1997 Bruno Maurice riuscì a superare il secondo sifone (lunghezza 30 metri e profondità 7 metri) ed un terzo sifone posto subito dopo (lunghezza 25 metri, profondità 6 metri) riemergendo in un laghetto posto a 2380 metri dall’ingresso. Non potendo valutare le condizioni dell’atmosfera Bruno Maurice decise di non abbandonare gli erogatori d’aria collegati alle bombole e di tornare indietro.

Attualmente tale limite non è stato ancora superato.

Link https://issuu.com/aquacorps/docs/ip83

La rete di monitoraggio delle Grotte di Stiffe

Descrizione della rete di monitoraggio delle Grotte di Stiffe

Grotte Beatrice Cenci

La stazione di Monitoraggio Beatrice Cenci

Ideata dal Gruppo Speleologico Aquilano e dalla Soprintendenza Archeologica dell’Abruzzo è stata finanziata nel 1998 dalla Comunità Montana Marsica 1 ed stata realizzata nel corso del 1999.

La gestione del primo anno fu effettuata dalla Coop. ATA ente gestore della grotta, con la consulenza della Soprintendenza Archeologica dell’Abruzzo e del Gruppo Speleologico Aquilano.

La Grotta di Beatrice Cenci costituisce un delicato ambiente naturale nel quale complessi equilibri chimici, fisici e biologici hanno modellato e caratterizzato la morfologia della cavità.

Per poter valutare le eventuali variazioni dei parametri connessi ai fenomeni naturali, prodotte dall’apertura al pubblico della grotta, si è reso necessario predisporre un sistema di controllo automatico per registrare le necessarie misure in continuo.

Il  sistema studiato considera le condizioni operative della grotta e sono state configurate  come di seguito descritto:

  1. Unità centrale di acquisizione su PC con software di ge­stione delle singole stazioni e di elaborazione dei dati dotato di gruppo di continuità.
  2. Linee di collegamento per alimentazione e trasmissioni dati.
  3. Punti di rilevamento alloggiati in cabina a tenuta dotata di protezioni per le correnti statiche, condizionamento climatico, impianto di servizio, alimentatori e quant’al­tro  occorrente per il corretto funzionamento delle sonde  e la trasmissione dati via cavo all’unità centrale.

Le singole stazioni sono ubicate in posizioni differenti secondo le indicazioni dei risultati di studi eseguiti in precedenza.

Le stazioni sono state attrezzate per monitorare i seguenti  pa­rametri:

  • Temperatura (interna ed esterna),
  • Umidità relativa (interna ed esterna),
  • Anidride carbonica atmosferica (interna),
  • Ossigeno atmosferico (interna),
  • Pressione atmosferica (Interna),

DATI: Stazione di Monitoraggio Grotta di Beatrice Cenci

Attività

Le Attività del Gruppo Speleologico Aquilano

Esplorazione delle cavità naturali
Corsi di introduzione alla Speleologia
Eventi divulgativi nelle scuole
Pubblicazione di materiale multimediale
Valorizzazione turistica del territorio
Indagini geologiche e topografiche
Elaborazione di dati chimico-fisici per lo studio della speleogenesi e altri fenomeni naturali.

Atti del seminario sulle grotte laviche Catania, 27-28 Agosto 1975 di alfonso Lucrezi Le prime esplorazioni di grotte laviche

Estratto da Atti del 2° Convegno di Speleologia Abruzzese di Franco Villani: Note preliminari sul carsismo del parco nazionale d’abruzzo

Estratto da Atti del 2° Convegno di Speleologia Abruzzese di Franco Villani: I fenomeni carsici

Sul Terremoto che a ‘2 di Febbraio 1703 rovinò L’Aquila e molti paesi di Abruzzo MEMORIE: Memorie raccolte e ordinate per Francesco Cappa

Risorgenza di Vaccamorta Tornimparte AQ

CORSI

Corso gestione risorse naturalistiche territoriali

Corso GESTIONE DI RISORSE NATURALISTICHE TERRITORIALI – SPELEOLOGIA E CAVITÀ CARSICHE organizzato dal GSA onlus e l’Istituto d’Istruzione Superiore Amedeo D’Aosta. Il corso è inquadrato nelle attività di alternanza scuola lavoro e prevede la formazione generale sulle tematiche speleologiche con particolare riferimento alle tecniche di monitoraggio ambientale. Le ore del corso costituiscono parte integrale del curricolo formativo degli alunni. Inoltre l’Istituto ha organizzato attività pratiche in ambiente ipogeo per effettuare analisi chimiche, microbiologiche e campionamenti biologici. Nel periodo estivo gli alunni hanno effettuato stage aziendali presso le Grotte di Stiffe.

1° corso di speleologia tenuto a L’Aquila nel 1966 dal Gruppo Speleologico Aquilano… negli anni sono stati fatti più di 27 corsi

Speleologia Gran Sasso d’Italia

Freddissima anche in piena estate, sgorga fuori dal cuore segreto del Monte Camicia, tra stretti pertugi, poi scorre canterina tra pareti levigate, saltellando su un pavimento di bianchissime vaschette, tra delicate concrezioni eccentriche. Sonnecchia un attimo in piccoli laghi cristallini, si allarga in una saletta e infine si degna di uscire all’aria aperta, frizzantina, salutando il mondo in una gigantesca conca solare a precipizio sui pratoni di Campo Imperatore. Qui viene imbrigliata nei lunghi tubi dell’acquedotto che la conduce sino al lontano fontanile di Fonte Vetica. Questa è la storia misconosciuta dell’acqua di Fonte Grotta, che nasce a 2.050 metri di quota nel gruppo del Gran Sasso d’Italia. Esplorata parzialmente nell’estate del 1971 dal Gruppo Speleologico Aquilano (che si era fermato davanti ad una strettoia), veniva in seguito visitata completamente e topografata dal Circolo Speleologico Romano: il 24 giugno 1973 una squadra del CSR, attrezzata di tutto punto, riusciva infatti nell’intento di allargare lo stretto budello che aveva fermato gli aquilani e raggiungeva nuovi condotti

Estratto da Gran Sassi d’Italia articoli di A. Lucrezi

Aggiornamento Catasto Grotte GSA 1988

Aggiornamento Catasto Grotte GSA 1988

Rilievi effettuati dal GSA aggiornati al 1988

Aggiornamento Relazione Attività 1988/91

Scarica il pdf delle relazioni delle attività del Gruppo Speleologico Aquilano dal 1988 – 1991

PDF Relazione attività 1988-91

Consiglio direttivo e revisori

Consiglio direttivo

presidente: Mauro Panzanaro

segretario: Ambra Ciotti

tesoriere: Deborah Ciotti.

 

Revisori dei conti

Presidente: Alfonso Lucrezi

Sindaci: Egidio Del Grosso e Luca Cerone

Bibliografia speleologica

In questa pagina potete trovare una bibliografia speleologica storica suddivisa in 4 diverse pubblicazioni del 1973-1974-1975-1976 supplemento ai Quaderni del Museo di Speleologia “Vincenzo Rivera”

Bibliografia Speleologica Italiana
PDF

BIBLIOGRAFIA SPELEOLOGICA ITALIANA 1973

Bibliografia Speleologica Italiana
PDF

BIBLIOGRAFIA SPELEOLOGICA ITALIANA 1974

Bibliografia Speleologica Italiana
PDF

BIBLIOGRAFIA SPELEOLOGICA ITALIANA 1975

Bibliografia Speleologica Italiana
PDF

BIBLIOGRAFIA SPELEOLOGICA ITALIANA 1976

Museo di Speleologia Vincenzo Rivera

SEDE

Via Castello
67028 Stiffe
San Demetrio né Vestini (AQ)
PI 01349810661
CF 80004910669

Presidente

Bruno Chiarelli

Il Museo di Speleologia V. Rivera viene fondato nel 1968 da alcuni dei soci del Gruppo Speleologico Aquilano e che lo dedicarono al primo rettore dell’Università dell’Aquila Prof. V. Rivera.

L’idea nacque dalla campagna archeologica effettuata dal prof. Sergio Pannuti presso Grotta A Male, Assergi (Aq),. Infatti, a seguito degli scavi rimasero in custodia del GSA migliaia di reperti archeologici costituiti da frammenti di vasellame, manufatti litici, resti umani delle sepolture, ect e negli appassionati del tempo si fece spazio l’idea di realizzare una mostra dedicata a Grotta A Male e alla speleologia in generale.

Grazie al contributo dell’Università, che finanziò la realizzazione delle bacheche e al Comune dell’Aquila che mise a disposizione del GSA dei locali in centro storico, fu realizzata la prima esposizione permanente del Museo di Speleologia.

Parallelamente alla mostra museale venne istituita la biblioteca del museo che con oltre diecimila volumi è una tra le biblioteche speleologiche più grandi d’Italia. La biblioteca  attualmente è gestita dal GGFAQ della sezione CAI dell’Aquila.

Il museo ha pubblicato diversi periodici e in particolare la rivista scientifica Quaderni del Museo di Speleologia, attualmente consultabili in diverse biblioteche italiane ed estere, la Bibliografia della Società Speleologica Italiana  e, negli anni novanta, l’International Journal of Speleology.

Il Museo di speleologia ha assunto uno statuto autonomo nel 1990 e attualmente la sede espositiva è ubicata presso la frazione di Stiffe, in un locale messo a disposizione dal GSA

All’interno è possibile ammirare collezioni eterogenee relative alle varie sezioni museali: Geologia e carsismo, Mineralogia e Paleontologia, Evoluzione dell’uomo, Preistoria nella Valle dell’Aterno, Fotografia speleologica.

La presenza di grandi selci lavorate (Paleolitico medio-inferiore), la parte di uno scheletro di Ursus Speleus, antico orso delle caverne ritrovato in una grotta abruzzese e di una copia del teschio di Broken Hill, unitamente alle illustrazioni del fenomeno carsico e speleogenetico, fa sì che il Museo di Speleologia rappresenti un’immancabile tappa per i numerosi visitatori delle grotte di stiffe (30/50.000 l’anno), fornendo loro l’occasione di avvicinarsi piacevolmente all’affascinante mondo sotterraneo ed al suo immenso patrimonio.

In seguito  all’evento sismico del 2009 la sede non è accessibile per pericolo esterno e non è attualmente prevedibile la data in cui la frazione di Stiffe sarà oggetto degli interventi per la ricostruzione.

 

atti dell'incontro nazionale "speleologia e regione" 1973
PDF

QUADERNI DEL MUSEO DI SPELEOLOGIA V. RIVERA 1

atti dell'incontro nazionale "speleologia e regione" 1973
PDF

QUADERNI DEL MUSEO DI SPELEOLOGIA V. RIVERA 2

atti dell'incontro nazionale "speleologia e regione" 1973
PDF

QUADERNI DEL MUSEO DI SPELEOLOGIA V. RIVERA 3

atti dell'incontro nazionale "speleologia e regione" 1973
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QUADERNI DEL MUSEO DI SPELEOLOGIA V. RIVERA 4

atti dell'incontro nazionale "speleologia e regione" 1973
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QUADERNI DEL MUSEO DI SPELEOLOGIA V. RIVERA 5-6

atti dell'incontro nazionale "speleologia e regione" 1973
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QUADERNI DEL MUSEO DI SPELEOLOGIA V. RIVERA 7 – 8

atti dell'incontro nazionale "speleologia e regione" 1973
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QUADERNI DEL MUSEO DI SPELEOLOGIA V. RIVERA 9

atti dell'incontro nazionale "speleologia e regione" 1973
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QUADERNI DEL MUSEO DI SPELEOLOGIA V. RIVERA 10

atti dell'incontro nazionale "speleologia e regione" 1973
PDF

QUADERNI DEL MUSEO DI SPELEOLOGIA V. RIVERA 11

atti dell'incontro nazionale "speleologia e regione" 1973
PDF

QUADERNI DEL MUSEO DI SPELEOLOGIA V. RIVERA 13 14

atti dell'incontro nazionale "speleologia e regione" 1973
PDF

QUADERNI DEL MUSEO DI SPELEOLOGIA V. RIVERA 15 16

Gli scavi di Grotta a Male presso L'Aquila
PDF

Scavi di Grotta a Male

Il Lago di Paterno

Scarica PDF Il Lago di Paterno

International Journal

Scarica PDF 34MB International Journal vol 23 1994

Manual for Karst

MANUAL FOR KARST WATER ANALYSIS

 

 

Gruppo Speleologico Aquilano

ONLUS

 

Gruppo Speleologico Aquilano

Il Gruppo Speleologico Aquilano (GSA) venne costituito nel Maggio del 1962 per volontà di tre aquilani, Costantino Gullì, Alfonso Lucrezi e Franco Villani. Nei primi anni le attività si concentrarono soprattutto sulle cavità presenti in provincia e vennero rilevate moltissime delle grotte attualmente note.

Una tra le più importanti scoperte fu la Risorgenza di Vaccamorta, esplorata completamente nel 1965, negli anni seguenti vennero condotte campagne esplorative nel Parco Nazionale D’Abruzzo e sui monti Simbruini-Ernici.

Nel corso dei cinquant’anni di attività sono stati svolti oltre trenta corsi d’introduzione alla speleologia e organizzati decine di eventi divulgativi.

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Le Attività del Gruppo

 

Le Attività del GSA

Esplorazione delle cavità naturali
Corsi di introduzione alla Speleologia
Eventi divulgativi nelle scuole
Pubblicazione di materiale multimediale
Valorizzazione turistica del territorio
Indagini geologiche e topografiche
Elaborazione di dati chimico-fisici per lo studio della speleogenesi e altri fenomeni naturali.

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Welcome

Welcome to the new site of the Aquilano Speleological Group. In this section you will find articles and updates on the activities of the group.

Chi siamo

Il Gruppo Speleologico Aquilano (GSA) venne costituito nel Maggio del 1962 per volontà di tre aquilani, Costantino Gullì, Alfonso Lucrezi e Franco Villani. Nei primi anni le attività si concentrarono soprattutto sulle cavità presenti in provincia e vennero rilevate moltissime delle grotte attualmente note.

Una tra le più importanti scoperte fu la Risorgenza di Vaccamorta, esplorata completamente nel 1965, negli anni seguenti vennero condotte campagne esplorative nel Parco Nazionale D’Abruzzo e sui monti Simbruini-Ernici.

Nel corso dei cinquant’anni di attività sono stati svolti oltre trenta corsi d’introduzione alla speleologia e organizzati decine di eventi divulgativi.

Molteplici sono state le collaborazioni con gli enti pubblici, decine le pubblicazioni e il materiale filmato, come ad esempio, il cortometraggio dedicato a Francesco De Marchi che nel 1573 esplorò Grotta a Male.

Negli anni sessanta i soci del GSA collaborano volontariamente agli scavi archeologici ufficiali eseguiti presso Grotta a Male.

Negli anni settanta il comune d’Isernia incaricò il GSA di eseguire indagini e rilievi nell’acquedotto cittadino.

Negli anni ottanta un progetto triennale finanziato dalla Regione Abruzzo, vide protagonista il GSA,  nella divulgazione della speleologia nelle scuole.

Il GSA ha auspicato, sollecitato e infine contribuito fattivamente a concretizzare la valorizzazione turistica delle Grotte di Stiffe. Infatti, contro il parere di enti preposti,  il Gruppo Speleologico Aquilano presentò ad un congresso nazionale di speleologia una relazione nella  quale veniva auspicata la valorizzazione turistica della Grotta di Stiffe che in quel momento poteva essere l’unica risorgenza turistica in Italia proprio per la caratteristica presenza del suggestivo torrente sotterraneo che forma un articolato percorso di grande bellezza naturalistica. Questo intervento, le successive sollecitazioni e gli studi di fattibilità ai quali il GSA collaborò eseguendo il rilievo topografico e fotografico della cavità portarono alla redazione di un progetto di massima e alla successiva realizzazione dell’opera.

Nel 1992 il GSA costituisce la stazione scientifica delle Grotte di Stiffe che  attraverso l’installazione di sofisticati apparati e il lavoro di molti ricercatori ha operato per dieci anni elaborando dati chimico-fisici per lo studio della speleogenesi e di altri fenomeni naturali.

Negli anni novanta il Comune di S. Demetrio Ne Vestini ha conferito al GSA per sei anni di seguito la gestione delle Grotte di Stiffe, mentre nel 1993 la comunità montana Salto del Cicolano stipulava una convenzione per indagini geologiche e topografiche da eseguirsi nell’Inghiottitoio di Val Di Varri.

Altro merito è l’istituzione del museo didattico di speleologia Museo di Speleologia “V. Rivera” visitato da migliaia di turisti.

Il GSA onlus è attualmente socio qualificato della Progetto Stiffe SPA, ente gestore delle Grotte di Stiffe.

Sede legale

Contattaci

Gruppo Speleologico Aquilano onlus

Sede Amministrativa
c/o Mauro Panzanaro
Via G. Mezzanotte,10
67100 L’Aquila (AQ)

mail info@gruppospeleologicoaquilano.it

Sede Legale
Via castello, 2
frazione Stiffe
67028 S. Demetrio nei Vestini (AQ)

PI 01306320662
CF 80004770667